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lunedì 8 novembre 2004
![]() I filtri: lenti per gli obiettiviLa rivoluzione digitale ha invaso tutto: le stesse fotocamere, i sistemi di scatto e di inquadratura e, soprattutto, il laboratorio. Un tempo, la cosa migliore al momento di scattare una fotografia era ottenere un negativo con tutti gli effetti possibili per limitare i processi realizzati fuori della fotocamera e riservare la camera oscura solamente per riprodurre. Oggi, questo concetto non solo è cambiato; si è invertito in modo tale che ciò che si cerca è di ottenere una fotografia il più possibile pura e lasciare che il dottor Mac o Pc faccia la sua magia. Di Eduardo Parra
Il laboratorio, invece, si lasciava esclusivamente per trasformare l’immagine negativa in una pellicola cellulosa, in una magnifica copia fotografica in carta preparata per mostrare a tutti quelli che la volessero vedere. Il lavoro al buio era lento, faticoso, caro e, in troppe occasioni, pesante. Il consiglio del dottor Mac La costante migliore dei sistemi informatici e dei programmi che li integrano contò su un’autentica rivoluzione nel mondo del ritocco fotografico. Adesso, con questi programmi consolidati, il laboratorio si perde nell’oblio, e i filtri, quei compagni inseparabili per tanti anni, anche. O quasi… In effetti, non tutti i filtri sono spacciati. È sicuro, come si è detto, che la maggioranza può essere emulata attraverso il computer, ma ci sono alcuni che continuano ad essere, attualmente, insostituibili. Compagni inseparabili La gran maggioranza delle fotocamere per il principiante non include una sèirale per collegare i filtri, e questo è il principale problema che gli utenti trovano quando pretendono di collegare la loro fotocamera ad un filtro. Anche se è più scomodo, fissare il filtro davanti all’obiettivo con attenzione è così perfettamente valido come avvitarlo alla lente. Il filtro essenziale che ogni utente di una fotocamera con spirale per filtri deve comprare è l’UV o Skylight. Questo filtro riduce la tonalità azzurra di scene fotografate in giorni nuvolosi o all’ombra. Inoltre, la sua funzione principale è quella di proteggere la lente. Questi filtri hanno un prezzo ridotto -tra i 6 e i 12 euro- e saranno la prima, ed unica, linea di difesa tra graffi, colpi o frammenti e l’obiettivo della fotocamera. Un altro filtro da prendere in considerazione è il polarizzatore. Usando un filtro polarizzatore si riducono ed anche si eliminano i riflessi in superficie -valga la ripetizione- che riflettono, eccetto quelli provenienti dal metallo. Questi filtri hanno un doppio anello: uno di quelli è fisso, mentre l’altro gira e fa girare il piano di polarizzazione. In questo modo, si può ottenere, in dipendenza dalla qualità del filtro, la completa eliminazione dei riflessi. Esistono due tipi di filtro polarizzatore, circolare e lineare; ambedue svolgono la stessa funzione, anche se i risultati sono migliori per alcune situazioni con uno che con l’altro. Invece, per i più principianti questo dettaglio non ha un’eccessiva importanza e la migliore cosa è riuscire ad avere il più economico dei due. I filtri di densità neutra -filtri ND- servono a ridurre le quantità di luce che arriva alla fotocamera. Usandoli con abilità otteniamo quelle situazioni nelle quali la fotocamera esige un alto numero f o un elevato tempo di otturazione -o entrambe le cose- accettino un diaframma aperto o una velocità lenta. Con un poco di occhio fotografico e un gioco di questi filtri -di solito si offrono in pacchi con riduzione di metà a quattro diaframmi- potremmo controllare il “movimento della ripresa” e la profondità di campo quasi a volontà. Gli effetti speciali, al contrario, quasi non hanno capacità già nel sontuoso mondo dell’immagine digitale, quindi, come si è detto, quasi tutti si possono replicare per computer. Tuttavia, il filtro stella è ancora da perfezionare. Questo accessorio trasforma tutti i punti della luce -lampioni, lampi o luminosità- in stelle, offrendo un risultato spettacolare, attraente al principio ma che facilmente satura e stanca lo spettatore. Questo filtro è solito essere abbastanza caro e il suo prezzo è direttamente proporzionale al numero di punte delle stelle. Eduardo Parra
Fotoreporter * Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita.
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