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mercoledì 22 giugno 2005

Fish-eye

Gli sfondi: l'aldilà nella fotografia (Parte II)

Non succede con troppa frequenza, ma a volte abbiamo alleati fotografici che ci rendono la vita più facile, sebbene in certe occasioni possono arrivare a essere piuttosto un inconveniente. In ogni caso, non è tanto facile trovare uno scenario che ci offre uno sfondo utile per i nostri propositi fotografici. E, se questo non esiste, neppure dovrebbe comportare un grave problema: sempre lo possiamo inventare. Di Eduardo Parra
Eduardo Parra, fotoreporter.Così come abbiamo visto nel precedente articolo, uno sfondo buono può essere responsabile del fatto che una foto mediocre si trasformi in una bella foto, non eccellente. Allo stesso modo, un cattivo sfondo può trasformare una buona foto -questa volta sì- in un autentico disastro. Disgraziatamente, molte volte lo sfondo è quello che è, e abbiamo soltanto pochi strumenti per cercare di modellarlo e metterlo dal nostro lato. Possiamo inquadrare, possiamo sfocare, possiamo occultare. Nella pratica, un buon occhio fotografico è -quasi- tutto quello di cui abbiamo bisogno.


Lo sfondo, nostro amico

È evidente, e non sfugge a nessuno, che uno sfondo che gioca a favore del fotografo offre un maggiore margine di manovra. Tale vantaggio, invece, può derivare da un’arma a doppio taglio. Se lo sfondo è realmente affascinante per la vista, si può trasformare in un elemento di maggiore importanza dello stesso soggetto che si sta ritraendo. Per questa ragione, uno dei ricorsi che si utilizzano di più nel ritratto è la sfocatura dello sfondo, qualcosa difficile da conseguire con una fotocamera digitale, ma non impossibile.

Nikon D-100, f5.6, 1/60 s, ISO 200
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1200x1805 (147 KB)
Nella fotografia di ritratto, tanto se lo sfondo è bello quanto se non lo è, una buona sfocatura contribuirà a aggiungere punti a favore della composizione.

Esattamente, il problema della sfocatura con una fotocamera compatta è uno dei più importanti talloni di Achille della fotografia digitale. Invece, se ci prendiamo il disturbo di cercare e preparare la foto, possiamo aggiustare a nostro gusto la composizione. Una forma per ottenerlo consiste nel trovare sfondi semplici, senza dettaglio e, se è possibile, con un solo colore. Otterremo così un tipo di falsa sfocatura.

Nikon D-100, f5.6, 1/60 s, ISO 400
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1064 (187 KB)
Se vogliamo che il primo termine sia quello che abbia il protagonismo ma non possiamo occultare lo sfondo, la migliore soluzione è cercare uno sfondo semplice, facile e gradevole che passi inosservato.

In altre occasioni, succede che non possiamo fare nulla di quello citato precedentemente: non c’è sfocatura, non c’è colore semplice. E se è di giorno, oscurare lo sfondo non è neppure realizzabile. In questi casi, una soluzione abbastanza utile è chiudere il piano ed eliminare lo sfondo. Questi primi piani così vicini risultano molto “emotivi”, per cui il suo uso deve essere studiato accuratamente, dato che non tutte le situazioni sono quelle adatte per impiegarli.

Nikon D-100, f.5.6, 1/60 s, ISO 400
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1200x1805 (135 KB)
Se lo sfondo non gioca a nostro favore, la cosa migliore che possiamo fare è eliminarlo con un’inquadratura chiusa, e via.

E quando tutto fallisce...

Ci sono diverse situazioni in cui sembra che le cose si complichino. Una di quelle appare quando gli sfondi sono “fabbricati da luce”. Quando si tratta, cioè, di situazioni di proiezioni su un pannello bianco. Oggigiorno è già piuttosto normale fare presentazioni mediante proiettori e non è inutile sapere come destreggiarci in questi casi. La soluzione è semplice, anche se la sua esecuzione non lo è tanto. Per catturare correttamente lo sfondo, dobbiamo dare un’esposizione lunga, dell’ordine di 1/15 secondi o simile. A questo aggiungeremo un lampo di flash -alla fine della cattura, se è possibile- per congelare gli eventuali soggetti che sono in primo piano. Anche se ci serviamo del flash, non bisogna dimenticare che la velocità di otturazione è molto lenta, per cui la possibilità di ottenere una fotografia “mossa” è certamente elevata.

Nikon D-100, f5.6, 1/10 s, ISO 400
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1064 (150 KB)
Le proiezioni che servono come sfondo non sono per nulla facili da catturare con una fotocamera. Con una velocità lenta e il contributo del flash, forse l’otteniamo.

E, nonostante tutto, troveremo sempre l’occasione in cui dovremo affrontare uno sfondo terribile. Non c’è alternativa. L’unica cosa che ci rimane, in queste situazioni, è tentare che la scena in sé sia la migliore possibile ed evitare che l’osservatore non si fissi sullo sfondo.

Nikon D-100, f2.8, 1/160 s, ISO 1000
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1065 (174 KB)
Più di una volta troveremo prese nelle quali un cattivo sfondo è inevitabile.

Come ultimo ricorso, ci resta sempre di mescolare il soggetto con lo sfondo. È certo che la foto non sarà molto professionale ma, almeno, avremo già un’altra istantanea per il ricorso.

Kodak LS 663, f2.8, 1/30 s, ISO 200
© Eduardo Parra, quesabesde.com. Clicca per vedere l'immagine nelle sue dimensioni di 1600x1066 (192 KB)
Quando tutto fallisce, il caos. Né sfondo, né primo piano, né composizione. Un piccolo miscuglio fotografico che strappa un sorriso può essere più efficace di qualsiasi tecnica da libro.

Eduardo Parra
Fotoreporter


* Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita.


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