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lunedì 4 luglio 2005
![]() La figura umana, un bel fastidio (Parte I)Non sapremo mai se l'origine prima della fotografia fu ritrarre la gente, catturare immagini del paesaggio o se fosse il sogno di una notte di estate. Sia quello che sia, ciò non importa. La cosa realmente rilevante è che, vogliamo o no, troveremo che un'altissima percentuale delle nostre riprese hanno un punto in comune: la figura umana. Il problema dell'uomo -o donna- è la sua stessa natura: è imprevedibile, inquieta, contorta… Tutti quei tratti che formano, precisamente, la sua maggiore virtù. Di Eduardo Parra La figura umana è uno degli elementi che più gioco danno alla fotografia. È tale la sua importanza che chiunque ha avuto una fotocamera tra le sue mani è sicuro che abbia fotografato una o più persone durante la sua estesa -o no- esperienza fotografica. Il problema è -per l’ennesima volta- trasformare una semplice foto in una buona foto.Uno alla volta Iniziamo da quello più semplice. Un’unica persona in una fotografia di solito è il centro principale dell’azione e dell’attenzione. Se il soggetto fotografato è una modella professionista sono superflue le spiegazioni; il più probabile, invece, è che per la grande maggior parte di noi l’avere a disposizione modelle professioniste è solo un fatto eccezionale. Il resto dei mortali reagiscono in due modi davanti all’obiettivo di una fotocamera: o si sentono intimiditi, o si buttano. In qualsiasi caso, dobbiamo evitare le posture forzate. Il problema è: come farlo? Un ricorso abbastanza utile consiste nel dare al soggetto qualcosa con cui “giocare”: un libro, una penna, un fiore... Sempre facendo attenzione che l’oggetto in questione non porti per sé il protagonismo e l’attenzione della ripresa. Per evitare queste posture così poco naturali, un altro piccolo ricorso consiste nell’aiutare al soggetto affinché si rilassi, così come nel cercare di non essere visto o scattare la fotocamera in forma dissimulata. Uno scatto a distanza sarebbe l’ideale per questo ultimo scopo.
Una volta che abbiamo il tipo di ripresa in mente, ci resta di pianificare la tecnica. Sebbene la teoria dice che la fotografia di persone è molto più efficace quando il soggetto guarda direttamente la fotocamera, ciò non è esattamente così. Usando con criterio alcuni parametri che già ci sono conosciuti -l’inquadratura o l’aria, per esempio-, possiamo ottenere che una fotografia acquisti più forza compositiva se il soggetto guarda verso un ipotetico infinito, invece di farlo direttamente verso di noi. Invece, ci saranno sempre riprese che si cominceranno a perdere direttamente per la semplice ragione che il personaggio dirige il suo sguardo verso un altro luogo diverso da quello dell’obiettivo della nostra fotocamera.
La figura umana è anche un ricorso abbastanza utile per rompere con la monotonia compositiva quando si fotografano oggetti grandi e omogenei. Una persona strategicamente collocata aggiunge dinamismo alla composizione. Dovrebbe avere, soprattutto, un po’ di occhio per evitare che il soggetto sottragga eccessivo protagonismo al principale oggetto della ripresa. Più di due Quando la figura umana diviene un gruppo, sorgono altri aspetti sui quali fermarsi. Certamente, quasi tutti -o tutti- i punti citati più in alto in riferimento all’individualità della forma umana sono applicabili ai gruppi, ma -insistiamo- ci sono altri dettagli che bisogna prendere in considerazione. Il primo di quelli è la saturazione. È abbastanza comune che siano molte persone che vogliono venire nella foto e, invece, non esiste spazio fisico nel mirino per inquadrarle tutte -sia perché non disponiamo di un angolare più ampio o perché non possiamo spostarci più lontano. In questi casi, di solito succede che la scena si riempie di persone e perde tutta la sua grazia. Si trasforma in un amalgama di carne, parlando in termini compositivi, molto povera. Se il numero di persone è elevato e non c’è modo di ridurlo -e neppure possiamo modificare la posizione né l’inquadratura-, un piccolo ricorso consiste nell’intercalare le posizioni dei personaggi; cioè: alcuni in piedi, altri seduti o inginocchiati, alcuni davanti, altri dietro... Con questo semplice processo non solo otteniamo di collocare più gente nella foto, ma eliminiamo la linearità che di solito appare nelle riprese di gruppo -quando tutti i soggetti appaiono sullo stesso piano- e arricchiamo la composizione. Eduardo Parra
Fotoreporter * Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare fino a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita. |
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