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lunedì 19 giugno 2006
ultimi articoli
![]() Fotografia meteorologica: foto come un fulmineLa fotografia meteorologica è una disciplina difficile, forse delle più difficili del panorama fotografico. Tale difficoltà non sta nella base della sua esecuzione, ma nella teoria che c'è dietro. Un meteorologo otterrà certamente migliori catture di un fotografo abituato. E non per abilità fotografiche di nessuno, ma per la capacità di anticipazione del primo. Nell'atmosfera ci sono molte variabili, alcune di quelle seguono un campione di misura, e se conosciamo quei campioni di misura… la foto è nostra. Di Eduardo Parra
Per eseguire con abilità la fotografia meteorologica è necessario conoscere a menadito i fenomeni che studia questa scienza. Un fotografo normale guarda il cielo e vede cielo. Al massimo, forse vede nuvole, ed è possibile che veda qualche uccello. Ma poco di più. Per praticare con risultato la fotografia meteorologica è necessario conoscere il prima e, soprattutto, il dopo. Ci tocca diventare veggenti.
I processi meteorologici non sono frutto della casualità, ma seguono uno schema di comportamento. Per questo motivo, la migliore forma di fare fotografia meteorologica è prevenire quello che succederà. Se vogliamo scattare foto di tormenta, dobbiamo sapere che tipo di nuvole si formano prima della tormenta, e così essere preparati. Se un'istantanea non è spettacolare, forse una sequenza di dieci istantanee realizzate nell'intervallo di un minuto certamente lo è.
Fotografando il cielo Nella fotografia di cui ci occupiamo forse quello meno rilevante è l'inquadratura. È evidente che una foto perfettamente inquadrata e aggiustata piace per il suo aspetto molto di più di una foto che ha in primo piano un lampione. Invece, bisogna prendere in considerazione che l'intenzione qui non è quella di fare arte -almeno, non lo sarà abitualmente. Quello che pretendiamo è di raffigurare in una fotografia un comportamento atmosferico, poco comune o no, e se arriva un fulmine e a noi si frappone un palo di telefoni, sia il benvenuto.
Per regola generale, non avremo bisogno di alte sensibilità. Salvo che scenda il sole o stiamo fotografando tormente, la luce diurna ha intensità sufficiente per permetterci di lavorare senza problemi di velocità di otturazione. In qualsiasi caso, e dato che sarà il cielo il principale tema delle nostre fotografie, ricorrere ad una generosa profondità di campo sarà imprescindibile. Per questo motivo, la prima cosa che dobbiamo sacrificare sono i diaframmi aperti. La messa a fuoco merita un'altra menzione. I cieli sereni o le nuvole "divinamente" bianche si caratterizzano perché non offrono zone di contrasto, per cui la messa a fuoco automatica della nostra fotocamera può impazzire (ricordiamo che usa il contrasto della scena per mettere a fuoco). La soluzione più semplice passa per ignorare la messa a fuoco e fissarlo direttamente all'infinito. Risparmieremo tempo e batteria e ci toglieremo un'altra preoccupazione dalla testa.
Il bilanciamento del bianco ha anche la sua importanza nella fotografia meteorologica. La temperatura di colore del cielo nuvoloso non è la stessa che per un sole luminoso, e di solito allontana una dominante rossiccia abbastanza fastidiosa. Se la fotocamera non dispone di un bilanciamento specifico per questo tipo di illuminazione o di un modo di bilanciamento manuale, la migliore opzione sarà utilizzare il modo automatico e prescindere dal classico modo prefissato per la luce del giorno.
Misurando il sole Parliamo, finalmente, dell'aspetto più importante -forse- della fotografia meteorologica: la misurazione. Misurare un cielo sereno può essere facile. Il problema sorge quando la luce non è uniforme. I cieli tormentosi offrono bruschi contrasti, le nuvole possono nascondere dietro di loro il sole, e questo può apparire apertamente quando meno te lo aspetti. Teoricamente, non c'è una misurazione ideale per la fotografia meteorologica. La misurazione matrix è facilmente equivoca e la misurazione spot non prende in considerazione tutti i contrasti. In questo caso, si impone un uso adeguato delle opzioni manuali, se disponiamo di quelle, e di una misurazione di diverse zone dell'immagine in forma spot. Il grande vantaggio della fotografia meteorologica è che disponiamo di un tempo per fare prove, ma non ci inganniamo: le nuvole si muovono -e come!-, e anche se sembra che siano ferme non significa che lo siano.
Eduardo Parra
Fotoreporter * Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita. |
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