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lunedì 3 luglio 2006
ultimi articoli
![]() Fotografare quadri: due opere d'arte in unaRealizzare fotografie di quadri è un'altra di quelle discipline fotografiche un po' problematiche. Pochi sono quelli che si specializzano -sia nella in tecnica sia nelle attrezzature- in quella, ma sono molti quelli che in qualche occasione la hanno praticata: chi non è stato qualche volta in una pinacoteca? I problemi, in qualsiasi caso, sono sempre gli stessi: "pallonate" del flash, colori irreali o quadri tagliati... Vediamo se tutto ciò ha una soluzione. Di Eduardo Parra
Ci sarà sempre qualche occasione in cui ci tocca fotografare un quadro. In questa sfida, compatte e reflex digitali sono quasi alla pari, dato che gli elementi tecnici di cui avremo bisogno stanno tanto nelle prime come nelle seconde. Allo stesso modo, gli ostacoli che ci darà un tipo di fotocamera ce li darà anche l'altra.
Iniziamo dalla luce La prima cosa che bisogna avere presente è che dovremo ricorrere, sempre che sia possibile, a un treppiede. I quadri non si muoveranno, per cui con un punto di appoggio ci potremo servire di diversi secondi di esposizione. Ma se dobbiamo essere scrupolosi in qualcosa al momento di fotografare un quadro è nell'essere fedeli, al cento per cento, ai suoi colori. Un quadro di Il Bosco ha i suoi colori: neri che sono neri e rossi che sono rossi, migliaia di gradazioni, e decine di tonalità intermedie. Quello che possiamo fare -o almeno, non dobbiamo- è ottenere una fotografia con neri scuri, rossi arancione o gradazioni, a sua volta, combinate. Ci sono due elementi principali che possono falsare i colori: il bilanciamento del bianco e la luce riflessa. Il bilanciamento del bianco dobbiamo, letteralmente, fissarlo. Non vale un'approssimazione. Se la nostra fotocamera dispone di un modo di impostazione manuale, dobbiamo usarlo. Per regola generale, l'illuminazione dei musei è uniforme e molto diffusa, con cui non avremo, in teoria, eccessivi problemi. Questi possono apparire quando, oltre all'illuminazione artificiale -tungsteno, generalmente-, esistono finestre che lasciano passare la luce bianca del sole. Attenti a questo piccolo dettaglio, dato che le combinazioni di luce possono confondere le attrezzature.
La luce riflessa sulle pareti è il secondo -e forse il più grave- problema che possiamo trovare. Come quasi sempre succede, gli spazi non si disegnano pensando ai fotografi. In alcuni musei le pareti sono dipinte di colori diversi dal bianco, provocando dominanti, parlando in termini fotografici, terribili. Per contrastare questo problema, la migliore arma è il ritocco digitale al computer. Si scatta una fotografia di prova, con un bianco di riferimento che poi si utilizzerà per fare le impostazioni (molte volte, il pannello di informazione che sta accanto ad ogni opera è più che sufficiente). Senza un bianco di riferimento, sarebbe praticamente impossibile fare una correzione affidabile al cento per cento nel computer. Altri dettagli Nella fotografia di quadri, il flash è uno di quegli elementi quasi sempre proibiti, soprattutto se non disponiamo di un buon paio di flash di studio. I flash integrati sono totalmente inutili, salvo che ricorriamo a qualche trucco fotografico. E per questo i quadri, soprattutto i più antichi, sono coperti da una protezione che li rende molto brillanti e propensi ai riflessi.
Salvo quando è imprescindibile utilizzare il flash -per carenza di luce, per esempio-, la tecnica più utile consiste nell'allontanarsi un po' fino a ottenere che il lampo esca dall'alto del quadro, ritagliando la ripresa, se è necessario. Sfortunatamente, quanto più ci allontaniamo, più possibilità ci sono che si introduca nell'esposizione la luce ambiente, con cui torniamo al problema della fedeltà del colore. Per minimizzare questo ultimo inconveniente, ridurremo al massimo la sensibilità, chiuderemo il diaframma e aumenteremo la velocità, cercando che l'unica luce che arrivi al sensore sia la stessa del flash. Per quanto riguarda i diaframmi e le focali, la cosa è semplice. Dato che il quadro è piano, un diaframma aperto è ideale: guadagniamo luce e non corriamo pericolo di perdere fuoco. Bisogna soltanto fare attenzione che la nostra apertura non causi "vignettatura" e, in caso in cui lo faccia, chiudere un po' il diaframma.
L'uso di focali corte, soprattutto in fotocamere di gamma bassa, può causare distorsioni geometriche visibili molto facilmente nelle cornici dei quadri.
Con le diverse focali neppure ci sono maggiori problemi. Innanzitutto, si devono evitare gli estremi -angolare e tele- per minimizzare le distorsioni geometriche. A proposito, una buona focale in questi casi di solito è quella da 50 mm, simile all'angolo di visione dell'occhio umano. Eduardo Parra
Fotoreporter * Fish-eye: si definisce l’obiettivo che può arrivare a coprire più di 150 gradi, con una profondità di campo quasi infinita. |
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